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Comunicato del direttivo per il 25 aprile 2021

Una festività nazionale è tale, e come tale si festeggia, perché deve essere un giorno nettamente separato dalla quotidianità, per non farci dimenticare i momenti fondamentali che hanno sancito il nostro essere qui oggi e in un certo modo.
Il 25 aprile serve per ricordarci cosa subivamo prima di quella data del 1945 e le scelte, la volontà e le azioni che hanno portato poi alla Liberazione (che letteralmente, lo ricordiamo per chi avesse qualche dubbio, è il processo di restituzione della libertà nonché di eliminazione da quanto ne costituisce un impedimento).
È quindi importante, anzi fondamentale, celebrare questo giorno "come si deve"!!!
Senza "eh però anche i partigiani".
Senza "o tutti o nessuno".
Senza dubbi di legittimità.
Senza dibattiti dai titoli capziosi o strumentali in altri giorni dell'anno.
Il festeggiare "come si deve" ha bisogno davvero di poco:
Almeno un fiore su ogni singolo cippo di ogni caduto partigiano (aka martire per la libertà).
Manutenzione di tutti i monumenti alla Resistenza e alla Liberazione in tempi utili alla data delle cerimonie.
Coinvolgimento e condivisione, anche in anni difficili come questi ultimi, di tutte le realtà istituzionali del proprio territorio (per esempio ANPI, o consiglieri comunali).
E la responsabilità perché tutto ciò venga fatto "come si deve" sul proprio territorio comunale, è della Pubblica Amministrazione.
Non (solo) di un cittadino che segnali eventuali necessarie manutenzioni, o di un fiorista volenteroso... E nemmeno, in prima battuta almeno, dell'ANPI.
Riaccendere questa memoria ogni anno è compito primo ed imprescindibile di chi è il diretto frutto di quelle libertà democratiche conquistate il 25 aprile 1945... A meno che queste libertà non interessino particolarmente o non ci si percepisca "lontani" da quel pezzetto fondamentale di storia.
Come ci ricorda la filosofa Gancitano, Resistenza vuol dire non permettere che si vada oltre un limite ben definito.
Un limite che non è negoziabile.
Ci sono cose su cui non si può fare un dibattito o metterle in discussione (neanche il 26 aprile) perché sono e devono rimanere premesse condivise alle libertà democratiche
Chi ha resistito, chi ha fatto la Resistenza, ha usato il proprio corpo, i propri pensieri, la propria vita per far sì che le forze "contrarie" (soprusi, dittature, persecuzioni, privazioni della libertà) non andassero più oltre. Perché ci potessimo liberare del fascismo e rimanere liberi.
Come fare allora in questo 25 aprile 2021? in cui sono state tolte e mai rimesse le lettere ai nostri monumenti cittadini alla resistenza, in cui non tutti i partigiani hanno ricevuto un fiore dall'amministrazione, in cui l'ANPI non è ancora stata invitata (anche in minuscola delegazione) alla cerimonia istituzionale ... in cui il sindaco ha spostato strumentalmente l'attenzione, su altri morti e altre vittime di una situazione ben diversa, per quanto attuale e terribile.
Resistiamo!!!
Saremo in piazza, rispettosi delle norme Anticovid. Porteremo (e abbiamo già portato) un nostro omaggio a TUTTI i partigiani. Canteremo Bella Ciao. Festeggeremo "come si deve" la fine del nazifascismo e la conquista della Democrazia e della Libertà.

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