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Dichiarazione del direttivo 31/05/2020

Come Associazione Nazionale Partigiani e antifascisti italiani, sezione di Mirandola, esprimiamo incredulità e allo stesso tempo preoccupazione per la comparsata del primo cittadino mirandolese, con tanto di fascia tricolore, accompagnato dal deputato della Repubblica democratica Italiana, onorevole Golinelli, avvenuta a San Possidonio nella giornata di sabato 30 maggio 2020.
Premettendo che nella tragedia della guerra gli italiani sono stati trascinati dal Duce del fascismo non certo perché lo avessero scelto e che nella guerra si uccide quindi che si possa morire è la sacrosanta verità, certo che non capire la differenza, anche storica, fra chi dopo l’8 settembre 1943 ha compiuto una scelta individuale e volontaria di ribellione al nazifascismo e quella di chi ha deciso di continuare a collaborare insieme agli occupanti nazisti (quelli delle deportazioni, dei rastrellamenti, delle rappresaglie e degli eccidi per intenderci) lascia veramente sbigottiti.
Il Sindaco si dovrebbe limitare all’esercizio delle sue funzioni come previsto dalla legge e smetterla di pontificare con retorica di stampo populista, revisionista quando non apertamente neofascista che poco ha a che vedere con la religione.
Inoltre, ricordiamo al primo cittadino che la sua presenza in occasione delle celebrazioni del 25 aprile è dovuta perché festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo e non va considerata come un gesto di cortesia istituzionale.
Come ANPI sezione di Mirandola, dopo un anno di difficili e inutili tentativi di dialogo, ribadiamo con forza che l’antifascismo è un
concetto divisivo tra libertà di espressione e oppressione, tra democrazia e tirannia.
Inoltre, dopo questa ennesima provocazione prendiamo ufficialmente le distanze da questa amministrazione ribadendo che i nostri valori sono quelli previsti dalla Costituzione che è antifascista mentre le parole espresse dal primo cittadino vanno per l’ennesima volta in un’ altra preoccupante direzione.

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